Spazzacamino Michele

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Leggenda sulla nascita degli spazzacamini PDF 

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La leggenda narra che durante il caos primordiale della creazione, Dio il Creatore prima ha fatto il cielo e gli Dei e tra questi il Dio del Fuoco che però ha reso cieco per evitare che si insuperbisse.
Così il fuoco scorazzava come un pazzo per l’universo, furioso della sua cecità.
Poi il creatore ha fatto prima la terra e poi l’uomo per abitarla. A questo punto il Signore si rese però conto che il Dio del Fuoco avrebbe provocato un sacco di danni girando follemente sulla terra per cui si rivolse agli angeli che gli stavano intorno e scegliendone alcuni affidò loro la missione di recarsi sulla terra per insegnare un po’ di educazione al questo Dio capriccioso e disordinato, obbligandolo a muoversi entro canali e strade costruite apposta per evitare che potesse danneggiare l’uomo con la sua follia furiosa. Finita la loro missione, prima di ritornare in cielo, gli Angeli scelsero alcuni uomini che continuassero la loro opera di controllare il Fuoco per l’avvenire e diedero loro il nome di Spazzacamini.
Gli spazzacamini per questa loro importante funzione sono chiamati anche Angeli Neri e godono del privilegio di essere sempre in contatto con il Cielo quando si trovano sui tetti delle case.

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Certe volte la fantasia intreccia la realtà come nel caso di una sperduta valle dell’Italia del nord che ogni prima domenica di settembre si annovera l’incontro annuale degli spazzacamini di tutto il mondo certe volte i sogni di alcuni di noi si concretizzano come nell’immagine qua sotto ...

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…e tutti vissero felici e contenti

La canzone dello Spazzacamino

Spazzacamino, spazzacamino!
Ho freddo, ho fame, son poverino:
In riva al lago, ove son nato,
ho la mia mamma abbandonato.

Come l’augello che lascia il nido,
per guadagnarmi qualche quattrin:
E tutto il giorno vo attorno, e grido:
Spazzacamino, spazzacamin!

Torino è grande, ma il paesello
Ove son nato mi par più bello,
e sempre sempre vado col core
in riva al nostro Lago Maggiore.

E dico intanto: - Nel casolare
la mamma mia che mai farà?
Sarà seduta al focolare,
oppure le reti aggiusterà?

Non ho nessuno che mi vuol bene,
e che s’affligga delle mie pene:
ho gli occhi foschi, la faccia scura,
ai fanciulletti metto paura.

Si, poveretto, si, brutto io sono,
perfin la mamma dice al bambin:
- Se d’ora innanzi non sarai buono,
chiamerò il nero spazzacamin!-

Se ho sete, bevo dell’acqua pura,
se ho fame mangio pan di mistura
e vo soffiando sopra le dita
quando la mano ho intirizzita.

Con le mie scarpe che sono rotte
Ho nelle neve da camminar,
e con un soldo per ogni notte,
ho un po’ di paglia per riposar.

E quando al sorgere del bel mattino,
ascolto il gemito del passerino
che cantando, onori Iddio,
allor mi sveglio, Lo prego anch’io.

Prego che presto m’arrivi il giorno
Che al mio paese posso tornar:
veder la mamma, saltarle attorno,
metterle in mano tanti quattrin.

Ma se, arrivato, mi si facesse
Incontro alcuno e mi dicesse:
- prendi, fanciullo, questo sentiero
che ti conduce al cimitero:

ove la terra appena smossa
non ha un fil d’erba, un fiorellin,
v’è la tua mamma, spazzacamin.-
Oh, allora saria per te finita
La tua vita spazzacamin!

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Io sono Michele Troian Fumista Spazzacamino in Friuli, Spazzacamino Udine, spazzacamino Cervignano, spazzacamino Gorizia, Spazzacamino Grado.

 
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